La valutazione della tassa sulla nautica: oltre la guerra delle stime
Il commento del Professor Francesco Pigliaru:
"Il vostro articolo sta suscitando interesse: gia' piuttosto cliccato, e piuttosto discusso anche dentro il comitato di insardegna.eu. Io penso che sia una delle cose piu' interessanti che abbiamo pubblicato finora: qualcuno finalmente capira' cosa si intende per valutazione di impatto. Altri sono un po' sconcertati dalla relativa "inderterminatezza" del risultato finale. A questo proposito, a cio' che voi dite penserei utile aggiungere qualche riga sulla disponibilità dei dati amministrativi. Quando si e' pensata la valutazione, forse nessuno si aspettava di trovare difficoltà a reperire i dati da tutti i porti."
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Prestito d'onore della Sardegna: fino a 50mila euro per aprire un'attività
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La valutazione della tassa sulla nautica: oltre la guerra delle stime
Senza rigorose "valutazioni di impatto" delle politiche pubbliche non si impara dall'esperienza, non si è in grado di capire cosa funziona e cosa no, e alla fine si sprecano un sacco di soldi del contribuente. Una delle pochissime valutazioni rigorose effettuate in Sardegna riguarda le tasse sulla nautica. Gli autori, Igor Lobascio e Alessandra Mura, riassumono per noi metodologia e risultati del loro lavoro.
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Regione Sardegna: duecento giovani saranno assunti per il catasto decentrato agli Enti locali
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Statutaria: i Sardi non hanno creduto agli scenari apocalittici disegnati dal centro-destra
"Il centro-destra -commenta Chicco Porcu- e chi ha sostenuto la chiamata alle armi del popolo in quanto saremmo stati presenza di un “Colpo di Statuto”, ovvero di una deriva antidemocratica e dittatoriale è finito come il pastorello della favola di Esopo. A furia di gridare “al Lupo” è stato lasciato solo dagli elettori. Non è servito ai sostenitori del NO propagandare le proprie tesi attraverso una campagna pubblicitaria senza scrupoli dove si è arrivati ad utilizzare l’immagine di una bambina per abusare dei naturali sentimenti di protezione degli adulti per i più giovani e più deboli. E’ una lezione di cui auspichiamo il centro destra e il Comitato del NO vogliano tenere conto. L’uso di slogan ad effetto, assolutamente generici, apocalittici ed immotivati, anziché di argomentazioni valide e volte a creare informazione corretta tra i cittadini, ha creato danni enormi non solo ad una corretta informazione sulla legge statutaria, ma anche al rapporto di fiducia tra gli elettori e i loro rappresentanti all’interno delle istituzioni. Per fortuna con la promulgazione della Statutaria si rafforza per i cittadini la possibilità di scegliere una maggioranza ed un programma di governo e si spezza l’intreccio tra politica ed affari regolamentando il conflitto d’interesse sia per il Presidente e la Giunta, ma anche per i singoli Consiglieri regionali. Si rafforza in Sardegna una democrazia fondata sull’assunzione di responsabilità e sulle regole. Una democrazia in grado di offrire migliori risposte alla necessità della nostra regione di proseguire sulla strade di riforme che sappiano guardare all’interesse generale e coniugare crescita economica e coesione sociale."
Consulta la Legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna
Primarie del PD: i voti di destra inquinanti e determinanti
Nell'articolo "Grande assalto da destra" Michele Fioraso racconta, tra gli altri, i fatti di Calasetta dove a votare si è recato Marco Vigo (ahimè ho dovuto falo votare) accompagnato dal fratello Antonio (consigliere provinciale dell'UDC, che però non ha votato).
Riporto di seguito il trafiletto dell'articolo di Fioraso in cui sono riportati i fatti di Calasetta, dove peraltro ero presidente di seggio.
"Va meno liscia a Calasetta. Al seggio si presenta Marco Vigo, fratello del consigliere provinciale Antonio dell'Udc, a sua volta attivista politico e fiero promotore di uno dei tanti referendum della destra sul Piano paesaggistico. Il presidente cerca di farlo desistere con le buone, ma Vigo insiste e si attacca al telefono. Dopo pochi minuti, al cellulare del responsabile del seggio arriva una telefonata dall'ufficio elettorale di Carbonia: dicono che non si può impedire il voto di un cittadino. Vigo sta per ricevere la scheda quando il presidente del seggio - ahi lui, puntiglioso - gli chiede l'esibizione della tessera elettorale (prevista dal regolamento). Nuove discussioni e nuovo ricorso al telefono: il presidente garantisce la correttezza delle procedure di voto seguite fino a quel momento. Ma una volta che Marco Vigo torna con tutti i documenti, non si può far altro che consegnargli scheda e matita."
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Calasetta: si aggrava la posizione giudiziaria di Aversano e Vigo
Il tribunale di Cagliari nei giorni scorsi ha modificato e integrato il capo di imputazione, al termine del dibattimento incentrato sulla deposizione di un teste chiave. Secondo il magistrato gli imputati devono rispondere anche di violazione delle leggi urbanistiche e di ingiusti vantaggi patrimoniali a favore di persone a loro legate da rapporti di parentela. L'articolo è stato pubblicato giovedì 11 ottobre 2007 sul quotidiano l'Unione Sarda. [Segue l'articolo pubblicato sull'Unione Sarda]
Calasetta
Due sindaci a processo, nuove accuse
Colpo di scena nel processo contro il sindaco di Calasetta Remigio Scopelliti e il suo predecessore Adriano Aversano. Sono accusati assieme ad altri quattro imputati di abuso d’ufficio per alcune opere di urbanizzazione realizzate nella località Sabetta (Calasetta). Il Tribunale di Cagliari ha infatti modificato e integrato ieri il capo d’imputazione a carico di Scopelliti e Aversano, dell’ex assessore Giuseppe Leinardi, del capo Ufficio tecnico Paolo Pinna e dell’ex consigliere comunale Antonio Vigo.
L’istanza è stata avanzata dal pm Daniele Caria al termine del dibattimento incentrato interamente sulla deposizione di un teste chiave, un imprenditore edile che eseguì interventi di urbanizzazione nella lottizzazione contestata. Secondo il magistrato, tutti gli imputati (tranne l’ex segretaria Gabriella Pisci) devono rispondere anche di violazione delle leggi urbanistiche stabilite da una convenzione che prevedevano il rilascio delle concessioni prima del completamento delle opere di urbanizzazione. Tutti sono inoltre accusati in concorso di aver rimborsato somme non dovute per la realizzazione di scavi in area pubblica. Per i pm, poi, gli imputati (sempre tranne la Pisci) devono rispondere di «ingiusti vantaggi patrimoniali » a favore di tutta una serie di persone a loro legate da rapporti di parentela. L’integrazione delle accuse è giunta ieri dopo la lunga deposizione di un testimone circa le modalità di esecuzione e pagamento dei lavori. Il teste è stato contresaminato dal difensore di Paolo Pinna e di Gabriella Pisci, l’avvocato Gianfranco Trullu. È al termine dell’esame che l’ex sindaco ha chiesto, alla ripresa del dibattimento prevista in gennaio, di essere interrogato in contraddittorio con il testimone comparso ieri dinanzi ai giudici. (a. s.)
PD Sardo: Cabras e i professionisti della politica, 280 anni di esperienza nelle istituzioni
A proposito di rinnovamento della classe politica cito -quasi- testualmente dal sito Altravoce (ma vi assicuro che l'informazione è stata verificata): “Il dato, drammaticamente vero, drammaticamente serio, riporta la somma degli anni complessivi di permanenza nelle istituzioni - tra Regione, Parlamento, presidenza di Provincia e sindaci di capoluoghi - dei candidati delle tre liste per le primarie per il Pd del 14 ottobre. I candidati di Soru hanno complessivamente un'anzianità elettoral-istituzionale di 28 anni, zero anni i sostenitori di Filippo Spanu. Quelli delle liste per Antonello Cabras 280 anni.” Statutaria: è on-line il sito del comitato per il si
E' on - line il sito del “Comitato per il SI" a sostegno alla legge statutaria che sarà oggetto del referendum fissato per domenica 21 ottobre.1- Con l'elezione diretta del Presidente della Regione scegli tu il programma di governo e chi ha la responsabilità di realizzarlo.
2- Con l'elenco analitico delle competenze del Presidente della Giunta e del Consiglio, sai chi fa, che cosa, più collaborazione e meno conflittualità.
3- Il Consiglio regionale è più forte: può verificare l'attuazione del programma, può sfiduciare il Presidente e censurare gli assessori.
4- Con il divieto di terzo mandato il Presidente ha un limite insuperabile.
5- Con la riduzione del numero degli assessori l'amministrazione è più trasparente e meno costosa.
6- Con l'obbligo di avere almeno il 40% di donne in Giunta un passo avanti verso le pari opportunità.
7- Con il Consiglio delle autonomie locali, Comuni e province sono coinvolti nelle scelte fondamentali della Regione.
8- Con la disciplina in materia di incompatibilità e ineleggibilità non è più possibile la sovrapposizione degli incarichi pubblici. Diversamente da quanto accadeva in passato , non sarà più possibile che, un consigliere regionale sia contemporaneamente presidente di una Provincia o senatore (recentemente Mauro Pili di Forza Italia e Paolo Fadda della Margherita hanno ricoperto contemporaneamente per 6 mesi la carica di deputato e di Consigliere regionale, doppio incarico, doppio stipendio, doppi privilegi e ....niente di buono).
9- Con la disciplina in materia di conflitto di interessi obblighi Presidente, assessori e consiglieri a rendere pubblici gli interessi privati, spezzando il connubio tra politica e affari.
10- Con la previsione di ben tre tipologie di referendum (abrogativo, propositivo, consultivo) la voce dei cittadini diventa più importante.
Contributi della Regione Sardegna per la realizzazione di impianti fotovoltaici
L'Assessorato dell’Industria (Regione Autonoma della Sardegna) ha pubblicato il bando per l'erogazione dei contributi previsti dalla legge finanziaria 2007 allo scopo di favorire la diffusione delle energie rinnovabili.Per il 2007 sono disponibili 15 milioni di euro per la concessione di incentivi a favore di soggetti privati ed imprese per l’installazione di impianti fotovoltaici, integrati nelle strutture edilizie, con una potenza massima di 20 kw.
I fondi verranno così suddivisi: 10 milioni verranno destinati alla imprese; 5 milioni saranno destinati alle persone fisiche e agli altri soggetti privati diversi dalle piccole e medie imprese.
Le domande potranno essere presentate a partire da martedì 9 ottobre e fino a martedì 20 novembre 2007 secondo le istruzioni contenute nel bando.
Indagine sulla povertà relativa in Italia

L’incidenza della povertà è inferiore al 5% solo in Emilia Romagna e Lombardia. Nelle altre regioni del Centro e del Nord l’incidenza della povertà è compresa tra il 5% (Veneto) e l’8,5% (Valle d’Aosta). Tra le regioni meridionali l’incidenza più bassa si osserva in Abruzzo (11,8%) seguito dalla Sardegna (16,9%) e il massimo in Sicilia (28,9%).
La povertà coinvolge soprattutto le famiglie numerose, quelle con anziani, quelle con figli minori, quelle in cui la persona di riferimento è un operaio o assimilato o è in cerca di occupazione. Le famiglie povere sono soprattutto quelle in cui la persona di riferimento non ha titolo di studio o ha un basso livello di istruzione.
Vengono considerate povere le famiglie con una spesa media mensile inferiore al valore della linea di povertà. La linea di povertà è una soglia convenzionale che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia viene definita povera in termini relativi.
La linea di povertà relativa è calcolata sulla base della spesa familiare rilevata dall’indagine annuale sui consumi e dipende dall’ampiezza della famiglia. Nel 2006 la linea di povertà per una famiglia di due componenti corrispondeva a 970,34 euro.
Nel 2006 le famiglie in condizione di povertà relativa in Italia sono 2 milioni 623 mila, pari all’11,1% delle famiglie residenti. Si tratta di 7 milioni 537 mila individui, il 12,9% dell’intera popolazione. Più del 65% delle famiglie povere si trova nelle regioni del Mezzogiorno, dove però risiede appena il 30% del totale delle famiglie italiane.

Nel Mezzogiorno la percentuale di famiglie povere è pari al 22,6%, un valore decisamente superiore a quello relativo all’Italia (11,1%), al Nord (5,2%) e al Centro (6,9%).
L’intensità della povertà indica di quanto, in termini percentuali, la spesa media mensile delle famiglie povere è al di sotto della linea di povertà.
Nel Mezzogiorno l’intensità della povertà relativa presenta valori superiori a quelli osservati per l’intero territorio nazionale. La spesa media mensile equivalente delle famiglie povere è del 22,5% inferiore alla linea di povertà. In Italia 20,8%, al Nord 17,8% e al Centro 16,9%.
Nel Mezzogiorno, dunque, non solo vi è una maggiore incidenza della povertà, ma le famiglie povere del Mezzogiorno sono più povere delle famiglie povere delle altre ripartizioni geografiche.
L’incidenza della povertà ha valori elevati in tutte le regioni meridionali, dove si osservano valori sistematicamente superiori al 10%, ed una media pari al 22,6%.
Nelle restanti regioni italiane (centro e nord) l’incidenza della povertà è sistematicamente al di sotto del 10%.
L’incidenza della povertà per tutte le ripartizioni geografiche si annida soprattutto nelle famiglie più numerose, in quelle con molti figli, specie se minori, nelle famiglie con anziani. Ma anche quelle in cui la persona di riferimento è un operaio o assimilato o è in cerca di occupazione.
In tutte le ripartizioni territoriali notiamo che l’incidenza della povertà è decisamente più elevata nelle famiglie in cui la persona di riferimento ha un basso livello di istruzione.In Italia l’incidenza della povertà è dell’11,1%, ma sale fino al 17,9% se la persona di riferimento non ha nessun titolo di studio o un titolo elementare. Nelle regioni del meridione, dove l’incidenza della povertà è del 22,6%, sale fino al 31,1% se la persona di riferimento non ha nessun titolo di studio o un titolo elementare.
Viceversa, se la persona di riferimento ha un elevato titolo di studio osserviamo tassi di incidenza della povertà relativa inferiori alle medie di riferimento: 5,0% in Italia, 11,5% nel Mezzogiorno.
Le politiche per l’istruzione sono efficaci strumenti di lotta alla povertà?
(E' indispensabile ricordare ai lettori che le statistiche in oggetto sono il risultato di un’indagine campionaria condotta su un campione casuale di circa 28 mila famiglie italiane. Per la valutazione delle stime è, dunque, indispensabile tenere conto dell’errore campionario che, peraltro, limita la possibilità di calcolare le differenze spazio-temporali; tali differenze possono infatti risultare non statisticamente significative e attribuibili alla natura campionaria dell’indagine).
Legge statutaria: al voto per un si convinto
In attesa del parere del Consiglio dei Ministri e, chissà, della Corte costituzionale (il parere di Pubusa non ha alcun significato istituzionale), sia i comitati del SI (favorevoli alla promulgazione della Legge Statutaria approvata dal Consiglio regionale il 7 marzo 2007 a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi del Consiglio regionale) che i comitati per il NO (contrari alla nuova legge) sperano nella possibilità della doppia opzione (vittoria o astensionismo).
Ho incontrato il Presidente della Regione Renato Soru e ho chiesto a lui personalmente se avesse in mente due diverse strategie a seconda della “sentenza” relativa al quorum. La risposta del Presidente è assolutamente al di fuori degli schemi della prima e della seconda Repubblica: “Ragionare sul quorum, in casi come questo, fa parte della vecchia politica che male sia adatta a chi sta costruendo un partito nuovo. Io voglio che le persone si convincano della bontà della Legge che abbiamo votato (a maggioranza, anche se qualcuno se n’è dimenticato) e vada a votare SI”.
Consulta la "Legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna"
Vestiti di rosso per la Birmania
Occupati in Sardegna: due legislature a confronto
(clicca sull'immagine per ingrandirla)Tasso di disoccupazione in Sardegna: due legislature a confronto
(clicca sull'immagine per ingrandirla)La cosa migliore è quella di confrontare dati (tutti di fonte Istat, che presumibilmente usa lo stesso metodo di conteggio sia per il centro destra che per il Presidente Soru).
Nel grafico ho rappresentato il tasso di disoccupazione durante gli ultimi cinque anni del governo di centro-destra (il primo anno si riferisce al 1999) e durante i primi tre anni del governo di Renato Soru (il primo anno si riferisce al 2004).
Con buona pace di Medde...e di tutti gli altri
Politica salva coste della Sardegna
Il Piano paesaggistico regionale (PPR), che dovrà assicurare un’adeguata tutela e valorizzazione del paesaggio, soprattutto di quello costiero, costituirà il principale strumento per lo sviluppo sostenibile della pianificazione territoriale. Si tratta del primo PPR adottato in Italia ai sensi del D.lg. 42/2004, “Codice dei beni culturali e del paesaggio”.
Il deputato di forza italia Mauro Pili (non certo nell'interesse dei sardi e della Sardegna) sta, per la seconda volta (la prima, circa un anno fa è miseramente fallita), raccogliendo le firme per sottoporre a referendum popolare l'abbrogazione della Legge regionale 25 novembre 2004, n. 8. Ma cosa prevede la Legge 8, detta salva coste? Prima di esprimere un giudizio e, soprattutto, prima di firmare vale forse la pena SAPERNE DI PIù.


