Berlusconi prepara attrici per il Parlamento Europeo

Da L’Italia dall’estero
Pubblicato mercoledì 29 aprile 2009 in Olanda.
[Algemeen Dagblad]


Roma - Il Ministro degli Esteri italiano Franco Frattini e Mario Mauro, candidato alla presidenza del Parlamento Europeo, hanno interpretato il ruolo di insegnante di una classe speciale negli ultimi giorni. Nel quartier generale del partito di Berlusconi Forza Italia, in tre giorni devono preparare trenta donne al ruolo di aspirante europarlamentare. Cinque di loro sono giá membri del Parlamento.
Le rimanenti 25 sono conosciute soprattutto come candidate al titolo di Miss Italia, attrici alle prime armi, soubrette e letterine [in italiano nel testo, ndt], le scarsamente vestite, comparse seminude che decorano i quiz ed i programmi di sport in tv. Tutte e trenta hanno in comune l’essere giovani, belle e disinvolte. Il premier gli ha promesso loro che almeno alcune saranno messe in lista per le Elezioni Europee.
Le giovani signore non sanno molto dell’Europa, ma ció non conta granché. Grazie alle sue reti televisive, Berlusconi sa che le forme sono piú importanti del contenuto, e che l’elettore italiano pertanto preferisce un musetto carino ad un discorso complicato sulla Costituzione Europea. Inoltre Berlusconi e i suoi hanno degli obblighi verso le future candidate.
La modella dei calendari Camilla Ferrante é stata in passato raccomandata da lui per un ruolo nell’emittente pubblica RAI, che alla fine non ottenne. E Angela Sozio, stella dai capelli rossi del Big Brother italiano, é stata fotografata un anno fa mano nella mano con Berlusconi nella sua villa in Sardegna. Questa prassi del resto non é nuova. Giá l’anno scorso, le elezioni parlamentari portarono alla camera e nel consiglio dei ministri un drappello di piacenti giovani donne.
Il fatto che l’Italia forse non manderá a Strasburgo i rappresentanti piú adatti, non ha molta importanza. In Italia il Parlamento Europeo é visto come un ampio parcheggio per politici e personalitá televisive disoccupate. Per sindaci e ministri é una buona seconda fonte di reddito. Qualche politico accusato di associazione mafiosa, come Francesco Musotto, membro dal 1999 al 2004, fece gradito uso dell’immunitá europarlamentare. Inoltre é una pacchia: gli europarlamentari italiani guadagnano piú di tutti gli altri (circa 20.000 euro al mese) e sono quelli che fanno di meno, cosí appare dagli accertamenti.

Dl terremoto, contributi ricostruzione solo dal 2010

ROMA, 28 aprile (Reuters) - Il decreto legge sul terremoto in Abruzzo, entrato in vigore oggi con la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale, prevede contributi per la ricostruzione e la riparazione delle abitazioni e indennizzi alle imprese a partire dal 2010.
Il decreto conferma che "al fine di contribuire al rilancio dello sviluppo socio-economico dei territori colpiti" dal sisma, il vertice del G8 si terrà all'Aquila dall'8 al 10 luglio 2009.

"E' autorizzata la spesa di euro 88.500.000 per l'anno 2010, di euro 177.000.000 per l'anno 2011, di euro 265.500.000 per l'anno 2012, di euro 295.000.000 per ciascuno degli anni 2013 e 2014, di euro 240.300.000 per l'anno 2015, di 185,6 milioni di euro per l'anno 2016, di 130,9 milioni di euro per l'anno 2017, di 112,7 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2018 al 2029, di 78,9 milioni di euro per l'anno 2030, di 45,1 milioni di euro per l'anno 2031 e di 11,3 milioni di euro per l'anno 2032".
Non viene però specificato il tetto massimo per ogni singolo contributo.
Il decreto conferma che "al fine di contribuire al rilancio dello sviluppo socio-economico dei territori colpiti" dal sisma, il vertice del G8 si terrà all'Aquila dall'8 al 10 luglio 2009, anche se saranno portate a termine gli interventi infrastrutturali compiuti in Sardegna.

Sul fronte della copertura finanziaria, il decreto prevede maggiori entrate in materia di giochi non inferiori a 500 milioni di euro annui. Inoltre, per finanziare la ricostruzione, il decreto prevede di attingere alla dotazione del Fondo per le per le aree sottoutilizzate fino ad un massimo di 4 miliardi di euro, nonché di prendere 400 milioni di euro dal Fondo infrastrutture.

Sgomorra

Troppa sabbia nel cemento armato (si fa per dire). Stupore generale: chi l’avrebbe mai detto? In Abruzzo, poi, regione dotata di una classe politica così irreprensibile da aver avuto l’intera giunta arrestata nel ’93 (tutti assolti grazie all’abolizione del reato, tranne il presidente Salini, condannato per falso e dunque promosso deputato da FI e poi passato all’Udeur) e un altro governatore, Del Turco, arrestato l’anno scorso. Ora i pm paventano infiltrazioni della camorra nella ricostruzione e il neogovernatore Chiodi s’indigna. Camorra in Abruzzo, ma quando mai? Bastava leggere un libro semiclandestino scritto da un ragazzo casalese, uscito tre anni fa. A pagina 236, nel capitolo «Cemento armato», il giovane scrittore scandisce il ritornello post-pasoliniano «Io lo so e ho le prove», poi butta lì: «Tutto nasce dal cemento, non esiste impero economico nel mezzogiorno che non veda il passaggio nelle costruzioni: appalti, cave, cemento, inerti, mattoni, impalcature, operai… So come è stata costruita mezza Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi e ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia… attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma… Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi…». Quel giovane scrittore si chiama Roberto Saviano. E il suo romanzo «Gomorra». Lo celebrano tutti. Purché, beninteso, nessuno lo legga.

Chi ha costruito l'ospedale San Salvatore dell'Aquila?

http://it.peacereporter.net/articolo/15084/Senza+vergogna

Tutti gridano allo scandalo, e giustamente, perché quell'ospedale, finito di costruire e inaugurato alla fine degli anni '90, è venuto giù come un fuscello mentre le autoambulanze continuavano a scaricare proprio lì decine di feriti. Un'ala è completamente crollata, mentre il resto della struttura è stata dichiarata inagibile al 90 percento. Il crollo ha causato la morte di due bambini ricoverati in pediatria.

I lavori di costruzione dell'ospedale sono iniziati nel 1972, trentasette anni fa. Per ultimarlo, dunque, ci sono voluti quasi trent'anni.

La spesa prevista era di 11 miliardi e 395 milioni di lire, la capienza di 1.100 posti. Poi, mano a mano che il tempo passava, i posti letto previsti nel progetto originale, si sono ridotti ad essere 560. Un bel risparmio? No di certo, perché quasi alla fine dei lavori l'ospedale sarà costato circa 164 miliardi di lire (84,7 milioni di Euro), cioè 15 volte di più di quanto inizialmente previsto. Quasi alla fine –appunto– perché per finire i lavori sono serviti altri 16 milioni di Euro. Alla fine quell’ospedale, inaugurato 5 volte, è costato quasi 101 milioni di euro (195 miliardi di Lire), cioè 18 volte di più di quanto inizialmente previsto.

Una inchiesta parlamentare, che risale al 2000 aveva messo in rilievo «l'irrazionalità e l'obsolescenza dell'impianto, la scarsa qualità dei materiali impiegati oltre all'enorme dispersione dei percorsi orizzontali». Come dire, si sapeva tutto fin dal giorno dell'inaugurazione del San Salvatore.

Ma chi ha consegnato "chiavi in mano" quel catorcio assassino di ospedale alla Asl dell'Aquila? Una piccola ditta di costruzioni, poco nota al pubblico e alle cronache: l'Impregilo.
Cioé la più importante azienda di costruzioni italiane, quella stessa che apre il suo sito con la frase "il progresso, la più grande delle nostre opere", che nel 2007 ha chiuso con un fatturato di 2.627 miliardi di euro e con un risultato di 131.2 milioni.

Una azienda che ha tra i suoi consiglieri di amministrazione persone del calibro di Beniamino Gavio (Società iniziative Autostradali), Andrea Novarese (Gemina Spa), Giuseppe Piaggio e Claudio Cominelli, che sono anche consiglieri di amministrazione della Atlantia (la ex Autostrade Spa) del gruppo Benetton. In Atlantia Piaggio e Cominelli siedono di fianco a Alberto Clò, che a sua volta è consigliere della Italcementi, che vede nel consiglio di amministrazione anche Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria. Oltre a loro, nel consiglio di amministrazione siede anche Nicola Fallica, a sua volta consigliere di amministrazione della Immobiliare Lombarda della famiglia Ligresti.

Il gotha delle costruzioni, dunque, gestisce Impregilo, che è la stessa azienda che sta costruendo l'alta velocità tra Milano e Napoli e tra Torino e Venezia. Quella stessa che sta ammodernando (come ha ammodernato l'ospedale San Salvatore?) la Salerno-Reggio Calabria, per cui ha appena chiesto un prolungamento di tre anni per la consegna dei lavori. Quella stessa a cui il governo vorrebbe affidare i lavori per la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina e delle nuove centrali nucleari. Quella stessa che aveva in gestione, attraverso la Fibe, il processo di smaltimento dei rifiuti della regione Campania. Per contratto, i lavori di costruzione dell'inceneritore di Acerra, sarebbero dovuti terminare nel 2003. Sono finiti nel 2009, con sei anni di ritardo. Sei anni che sono costati centinaia di milioni di Euro e la disperazione degli abitanti della Campania, sommersi dai rifiuti.

Fu l'Impregilo, dunque, a consegnare l'ospedale San Salvatore alla azienda sanitaria de L'Aquila. Quell'ospedale, l'altro ieri, ha ucciso.

Un Berlusconi sempre più potente volge lo sguardo verso l’Europa

Da L’Italia dall’estero
Pubblicato venerdì 10 aprile 2009 in Svezia
[Dagens Nyheter]

Dopo 15 anni di politica, Silvio Berlusconi è più forte che mai. E senza neanche aver dovuto vendere un solo settimanale del suo grande impero mediatico. Invece di risolvere un palese conflitto d’interessi, il primo ministro ha ottenuto una totale immunità parlamentare.
Con un’accusa di corruzione nuova di zecca in valigia, Berlusconi ora è pronto a crescere e ad estendere la sua influenza nell’UE e nel nuovo parlamento europeo.
Il 22 marzo si sono fusi i due più grandi partiti di governo, Forza Italia di Berlusconi ed il partito di destra Alleanza Nazionale, AN. In questo modo il potere di Berlusconi cresce significativamente, essendo adesso l’unico leader del nuovo partito Popolo della Libertà, PDL.
Vista da una prospettiva svedese, la trionfale storia di Berlusconi non è così facile da capire. L’italo-svedese Bruno Tiozzo, esperto di politica presso il ministro dell’UE di Berlusconi Andrea Ronchi, spiega a DN che né il conflitto d’interessi né i sospetti di corruzione sono questioni che interessino agli elettori di Berlusconi.
- Per tradizione l’Italia non ha un’informazione oggettiva. In un quotidiano non c’è una gran differenza tra l’articolo di fondo e normali notizie. Per questo gli italiani non reagiscono al fatto che Berlusconi abbia influenza politica su diversi media.
- Per quanto riguarda il processo per corruzione – Berlusconi è sospettato di aver dato 600.000 dollari all’avvocato britannico David Mills per ringraziarlo del fatto che questi avesse testimoniato il falso in un precedente processo in cui Berlusconi stesso era accusato – c’è uno strano silenzio intorno a questa faccenda.
Berlusconi ha ottenuto l’immunità grazie al suo ministro della giustizia. – Non è una questione che tocca la quotidianità degli italiani, aggiunge Bruno Tiozzo. Spiega che la fiducia nella giustizia è bassa in Italia e che gli elettori di Berlusconi preferiscono che lo stato combatta i crimini violenti invece di investigare sulla criminalità economica, che molti prendono alla leggera.
Il politologo Gianfranco Pasquino dell’università di Bologna parla di Berlusconi come di una persona con cui gli italiani possono identificarsi facilmente. È come il centravanti della nazionale ed è un punto di riferimento per molti italiani.
- È una persona ambiziosa e tenace, ha sempre qualche storiella buffa, e non rispetta in modo particolare le leggi ed i regolamenti. L’Italia si è sviluppata in questa direzione, e non solo negli ultimi quindici anni.
Il professor Pasquino aggiunge che ai successi di Berlusconi si contrappone una pallida opposizione. Il nuovo leader dell’opposizione dei democratici, Dario Franceschini, è forse più chiaro ma non molto più carismatico del suo predecessore Walter Veltroni.
- Berlusconi è quindi primo ministro ”by default”, come dicono gli inglesi. In mancanza di meglio.
- Silvio Berlusconi ha comunicato che si candiderà alle elezioni del parlamento europeo in giugno. Con ogni probabilità sarà l’unico premier europeo a presentarsi in questo modo, fungendo da locomotiva elettorale. Ovviamente non ha intenzione di lasciare il governo per andare a Strasburgo, ma in questo modo aumenta l’interesse per le elezioni europee in Italia.
- - Una tipica mossa alla Berlusconi, piuttosto geniale. Adesso Berlusconi ha tutti i presupposti per rafforzare ed accrescere radicalmente la sua influenza in Europa, dice Andrea Ambrogetti, addetto stampa di diversi democratici italiani al parlamento europeo di Strasburgo.
Il nuovo partito di Berlusconi, PDL, potrebbe tranquillamente diventare il secondo più grande nel gruppo conservatore e cristiano-democratico PPE al parlamento europeo, dopo il tedesco CDU-CSU.
Ci sono diverse ragioni dietro questa possibilità. Berlusconi riceve un’aggiunta automatica per il fatto che i parlamentari di Alleanza Nazionale in futuro (al momento sono otto) entreranno nel PPE, mentre prima aderivano all’Unione per l’Europa delle Nazioni, di estrema destra. Allo stesso tempo, i conservatori Tories britannici hanno scelto di uscire dal PPE.
È un Berlusconi che intravede una buona occasione in Europa. Non è escluso che l’Italia per la prima volta possa ottenere la poltrona di presidente nel nuovo parlamento. Il candidato di Berlusconi è Mario Mauro, in parlamento già da dieci anni.
Si tratterebbe di una bella rivincita per Berlusconi dopo la magra figura a Strasburgo nel 2003, allorché litigando con il leader del gruppo socialista Martin Schulz lo chiamò kapò nazista. Che Berlusconi precedentemente abbia manifestato grande disinteresse nei confronti dell’Europa ed ignorato svariate direttive dell’UE è un’altra storia.

Il patrimonio identitario della Sardegna secondo Cappellacci

La cultura identitaria della Sardegna nell’idea mia, e di tanti altri per fortuna, è rappresentata dai Nuraghes, dalle coste, dai costumi, dalla lingua e dai dialetti, dai colori e dai profumi della terra, da queste e da tante altre cose che meriterebbero maggiore tutela.

La Giunta regionale della Sardegna (in tempo di crisi evidentemente non ha altro da fare), su proposta del Presidente, il burattino Cappellacci, che ha evidenziato la valenza storica e identitaria dello stemma della Regione Autonoma della Sardegna, ha deliberato (e le Delibere costano) di ripristinare l’utilizzo in tutti gli atti interni ed esterni della Regione Autonoma della Sardegna dello stemma della Regione Autonoma della Sardegna.

Il Presidente, ritenendo il predetto stemma patrimonio identitario, che per portata storica e valenza simbolica contribuisce a preservare la memoria e dà continuità al patrimonio archivistico degli atti dell’Amministrazione regionale, propone di ripristinarne l’utilizzo in tutti gli atti interni ed esterni della Regione Autonoma della Sardegna. Per garantire coerenza e omogeneità all’immagine complessiva dell’Ente il Presidente propone, inoltre, che lo stemma sia utilizzato anche nel portale istituzionale dell’Amministrazione, nei siti tematici e negli speciali in esso ricompresi ed in tutte le produzioni grafiche che contraddistinguono le attività di comunicazione istituzionale dell’Ente ivi compresi gli usi applicativi connessi alla partecipazione della Regione Sardegna a fiere, rassegne, convegni, mostre a livello nazionale ed internazionale.
Il Presidente sottolinea che, proprio in considerazione della necessità di adottare un sistema coerente di identità visiva che garantisca uniformità applicativa al suddetto simbolo, è indispensabile adottare uno specifico “Manuale d’uso”.

La Giunta regionale, sentita e condivisa la proposta del Presidente
DELIBERA
di ripristinare l’utilizzo in tutti gli atti interni ed esterni della Regione Autonoma della Sardegna dello stemma della Regione Autonoma della Sardegna, concesso con D.P.R. del 5 luglio del 1952, e assunto, da quella data, quale segno grafico identificativo dell’Amministrazione regionale;
di utilizzare il predetto stemma nel portale istituzionale dell’Amministrazione, nei siti tematici, negli speciali in esso ricompresi, nel SIBAR, su INTRAS, nella posta elettronica ed in tutte le produzioni grafiche che contraddistinguono le attività di comunicazione istituzionale dell’Ente ivi compresi gli usi applicativi connessi alla partecipazione della Regione Sardegna a fiere, rassegne, convegni, mostre a livello nazionale ed internazionale;
di estendere le disposizioni di cui alla presente deliberazione anche a tutti gli Enti, Agenzie, Aziende e Società in house della Regione Autonoma della Sardegna;
di sostituire i timbri in uso presso le diverse strutture laddove rechino il simbolo della bandiera.
di stabilire che al fine di consentire una ottimale applicazione delle predette disposizioni si proceda per fasi a dare attuazione a quanto disposto definendo la tempistica come segue:
a) entro 10 giorni dalla data di approvazione della presente deliberazione:
1. mettere a disposizione dell’Amministrazione, su INTRAS, il simbolo raffigurante lo
stemma ed alcuni modelli d’uso quali: decreti, determinazioni, deliberazioni,
corrispondenza;
2. sostituire il simbolo della bandiera con lo stemma nel portale istituzionale
dell’Amministrazione, nei siti tematici e negli speciali in esso ricompresi;
b) entro i successivi 20 giorni:
1. pubblicare su INTRAS il manuale d’uso contenente le indicazioni applicative dello
stemma;
di disporre che la Direzione Generale della Presidenza - Servizio trasparenza e comunicazione
dia attuazione alle suddette disposizioni in raccordo con la Direzione Generale degli Enti Locali e Finanze - Servizio Provveditorato, utilizzando professionalità e strumenti che valuterà necessari per il raggiungimento del predetto obiettivo.

DELIBERAZIONE N. 13/17 DEL 24.3.2009

Continuano a diminuire i prezzi alla produzione dei prodotti industriali

L’indice relativo ai prezzi dei prodotti venduti sul mercato interno ha registrato in febbraio un calo congiunturale dello 0,6 per cento e una diminuzione tendenziale del 3,3 per cento. Per i beni venduti sul mercato estero l’indice è diminuito dello 0,4 per cento in termini congiunturali e dell’1,4 per cento in termini tendenziali.

Nel mese di febbraio 2009, sulla base degli elementi finora disponibili,l’indice generale dei prezzi alla produzione dei prodotti industriali con base 2005=100 è diminuito dello 0,6 per cento rispetto al mese precedente e del 2,8 per cento rispetto al mese di febbraio 2008.
Nella media degli ultimi tre mesi(periodo dicembre-febbraio)l’indice è diminuito del 4,1 per cento rispetto ai tre mesi precedenti.

Nel febbraio 2009, gli indici dei prezzi dell’insieme dei prodotti industriali (venduti sui mercati interno ed estero) hanno registrato, rispetto a gennaio, variazioni negative per i beni di consumo (meno 0,1 per cento), i beni strumentali (meno 0,3 per cento), i beni intermedi (meno 1,0 per cento) e per l’energia (meno 0,9 per cento).

Nel confronto tra febbraio 2009 e lo stesso mese dell’anno precedente, gli indici hanno segnato incrementi per i beni di consumo (più 0,6 per cento) ed i beni strumentali (più 0,8 per cento), mentre si registrano diminuzioni per i beni intermedi (meno 2,8 per cento) e l’energia (meno 12,5 per cento).

Nel confronto tendenziale relativo al periodo gennaio-febbraio, le variazioni sono risultate positive per i beni di consumo (più 0,8 per cento) e per i beni strumentali (più 1,2 per cento) e negative per i beni intermedi (meno 1,9 per cento) e per l’energia (meno 11,5 per cento).

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito Istat (http://www.istat.it/)