Soru: Berlusconi si comporta come Caligola


Soru risponde all'offensiva del presidente del Consiglio "Ma non siamo alla pari perché lui può dire le cose più terribili"
"Alla sua età si dovrebbe essere più saggiinvece Berlusconi si comporta come Caligola"
di SEBASTIANO MESSINA

Renato Soru
ROMA - Berlusconi contro Soru, Soru contro Berlusconi. E' un duello, certo, ma non è ad armi pari. Se il premier pesca a piene mani nell'audience delle sue tv per accusare l'avversario di essere "un fallito", il governatore della Sardegna gli risponde davanti a uno sparuto drappello di giornalisti. Ma anche lui ci va giù duro: "Mi fa una pena infinita, quest'uomo alle soglie della vecchiaia. Ormai mi ricorda Caligola, l'imperatore che nominò senatore il suo cavallo". Ha sentito, presidente? Berlusconi dice che lui, al suo posto, non si sarebbe mai ripresentato... "Ma cosa si può rispondere a un presidente del Consiglio che si è ricandidato alle elezioni dopo essere stato amnistiato, dopo aver cancellato con una legge il reato di cui era accusato, dopo essere uscito da un processo solo grazie alla prescrizione?". Però lui l'ha bollata in tv come "un fallito": Soru, ha detto, come imprenditore ha accumulato 3,3 miliardi di perdite, ha licenziato 250 persone e ha fatto crollare il valore delle azioni della sua azienda, Tiscali. A queste accuse vorrà rispondere, o no? "Non sono accuse, sono falsità allo stato puro. Non so da dove li abbia presi, quei dati. Premesso che io non gestisco la società da cinque anni, da quando sono stato eletto, dico solo che Tiscali non li ha mai visti, 3,3 miliardi: come potrebbe averli perduti?". Ma i 250 licenziamenti? "Questa storia se l'è inventata Il Giornale: abbiamo chiesto inutilmente una rettifica, domani ci rivolgeremo al Tribunale per ottenerla. Ci sono stati 70 esodi volontari incentivati, punto. Non un solo licenziamento. E senza neanche un'ora di cassa integrazione. Ma la cosa che più mi indigna è un'altra".
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E cioè? "Che per denigrare me, proprietario oggi solo del 20 per cento di Tiscali, Berlusconi sta danneggiando una società che produce ricchezza e lavoro, sta danneggiando l'80 per cento dei suoi azionisti che non c'entrano nulla e soprattutto sta danneggiando i suoi lavoratori. In un momento di crisi che riguarda tutti, compresa Mediaset che in due anni ha perso più del 60 per cento del valore, il presidente del Consiglio crea panico e fa delle affermazioni su una società quotata in borsa che sono al limite dell'aggiotaggio. Ma tanto lui è un impunito". Nel senso che ha l'impunità? "Guardi, l'altro giorno sono andato in Procura a denunciarlo, e ho potuto toccare con mano in che repubblica stiamo vivendo. Il presidente del Consiglio può dire di ciascuno di noi le cose più terribili, ma noi siamo assolutamente nudi e indifesi perché lui è protetto dal lodo Alfano". Ma perché ce l'ha tanto con lei? C'è stato uno scontro, un diverbio, una lite? "No, le nostre vite non si sono mai incrociate. Io l'ho incontrato a Palazzo Chigi, per ragioni istituzionali, nei pochi minuti che mi ha dedicato. Non c'è nulla di personale, credo. Solo bulimia di potere: vuole conquistare la Sardegna. Ora sa che sta per perdere e dunque è disposto a fare qualunque cosa per evitarlo". Che effetto le fa, accendere la tv e vedere il presidente del Consiglio che parla male di lei? "Guardi, all'inizio mi sono un po' arrabbiato. Adesso ho un senso di pena per quest'uomo di 73 anni, ormai alle soglie della vecchiaia. Ci si aspetta che una persona a quell'età migliori, che diventi più matura e più saggia. E magari si spera nella "grazia di Stato", che la renda più adeguata al ruolo che ricopre. Purtroppo con Berlusconi tutto questo non è successo. Nemmeno in vecchiaia, nemmeno come presidente del Consiglio, quest'uomo riesce a essere serio. Lui vuole prevaricare su tutto e su tutti. Perciò mi ricorda Caligola". Vuol dire che Cappellacci, il suo sfidante, è il cavallo che Berlusconi vuol fare senatore? "Non voglio dire questo. Però è evidente che la campagna elettorale la sta facendo Berlusconi. Persino sulla scheda elettorale ci sarà il simbolo "Berlusconi presidente". Il suo messaggio è chiaro: l'unico che conta sono io, gli altri non contano nulla. E' una volontà di imperio che va al di là del bene e del male. Per fortuna la storia ha risolto questioni ben più difficili di questa. Alla fine il tempo di Caligola finisce. Dopo Caligola viene Traiano, e poi Adriano. I tempi migliori di Roma sono venuti dopo i tempi peggiori. La stessa cosa capiterà all'Italia, ne sono certo. E Berlusconi, certo, passerà alla storia: ma come Caligola". La partita della Sardegna si chiude tra dieci giorni. Il 15 febbraio sapremo chi l'avrà vinta. Se vince Cappellacci, vince anche Berlusconi. Ma se lei riesce a farsi rieleggere, c'è chi dice che Veltroni dovrà cominciare a preoccuparsi, perché lei diventerebbe un vincitore un po' troppo ingombrante. E' così? "Se Soru vince, Veltroni sarà felice. Perché sarà una vittoria mia, del centrosinistra e del Partito democratico. E infatti Veltroni sta lavorando, insieme a tutti gli altri, perché vinca io".

Da l'unità: Accusarono Soru di abusi edilizi: sei Pdl a giudizio

Sei esponenti di primo piano nel centrodestra sardo dovranno presentarsi davanti al giudice per l'udienza preliminare, Daniela Amato, il prossimo 13 marzo con l'accusa di aver diffamato a mezzo stampa il dimissionario governatore della Sardegna Renato Soru. Si tratta di sei nomi di spicco nel panorama politico isolano: Mauro Pili, deputato Pdl ed ex presidente della Regione in quota Forza Italia; Giorgio Oppi, ex assessore regionale alla Sanità, oggi a Montecitorio con l'Udc; Giorgio La Spisa, capogruppo di Fi in consiglio regionale nell'ultima legislatura; Pasquale Onida, più volte assessore regionale e oggi presidente della Provincia di Oristano, fondatore del partito Fortza Paris poi confluito nel Pdl; Mario Diana e Nello Cappai, entrambi consiglieri regionali uscenti, il primo nelle file di An, il secondo in quelle dell'Udc.
I sei, nel settembre 2004, avevano pubblicato e diffuso un dossier dal titolo "Pubbliche virtù e vizi privati, il caso Sardegna" in cui si addebitavano a Soru presunti abusi edilizi nella ristrutturazione di una residenza al mare, villa Trois, a Villasimius, sulla costa del cagliaritano. L'allora governatore della Sardegna, secondo l'opuscolo, avrebbe fatto interamente demolire e ricostruire l'abitazione, infrangendo i vincoli urbanistici imposti dalla normativa. E questo sarebbe accaduto proprio all'indomani del varo del piano paesaggistico regionale, salito alla ribalta delle cronache per la sua impronta ecologista e ribattezzato con il nome di "legge salvacoste". Il dossier, presentato in una conferenza stampa e immediatamente rimbalzato sui media, aveva spinto i legali del governatore a rivolgersi all'autorità giudiziaria. Che oggi, secondo la ricostruzione del pm Guido Pani, smonta pezzo per pezzo quell'accusa.Un'accusa che viene da personaggi già in passato finiti nel mirino della magistratura: Pili, baby sindaco di Iglesias, il più giovane presidente della Sardegna – quello che nel discorso di insediamento era inciampato sulle "undici province sarde", mutuate dal discorso del collega lombardo Formigoni - è stato implicato nell'affaire Fideuram, una truffa ai danni della Regione, con l'accusa di peculato. Giorgio Oppi, pluriassessore alla Sanità a cavallo tra prima e seconda Repubblica, era finito invece tra le maglie di un'inchiesta milanese per una presunta tangente da 750 mila euro.
Leggi l'intero articolo dal sito de l'unità

Elezioni in Sardegna: il pupazzo con la bocca mobile di Belusconi è un cagasotto

Il pupazzo con la bocca mobile di Berlusconi, il prestanome per la presidenza della Regione (oggi ancora) Autonoma della Sardegna, il figlio del curatore degli interessi economici privati di Arcore in Sardegna, il silente personaggio che da 15 giorni a questa parte compare regolarmente in TV alle spalle del Presidente del Consiglio (non scambiatelo per una guradia del corpo) TEME IL CONFRONTO TV CON RENATO SORU. Ad annunciarlo è lo stesso Presidente del Consiglio sul sito ugocappellacci.it: ""Non sono interessato a un confronto-scontro televisivo".
Il pupazzo con la bocca mobile è un cagasotto.

Elezioni in Sardegna: interviene l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Per raccontare balle il Presidente del Consiglio ha bisogno di molto tempo e, nonostante l'Italia sia investita dalla più grave crisi economica degli ultimi 50 anni, passa il suo tempo in Sardegna ha promuovere la candidatura a presidente della regione del suo pupazzo con la bocca molle, finendo regolarmente nei telegiornali e nelle tv di tutti gli italiani con alle spalle gli slogan elettorali del suo pupazzo con la bocca molle, con evidente violazione delle più elementari regole della parità di accesso tra i candidati.
E' dovuta intervenire l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni con propria delibera che riporto di seguito nel suo testo integrale.


Delibera n. 1/09/CSP

Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per le elezioni del XIV Consiglio regionale della Sardegna e del Presidente della Regione indette per i giorni 15 e 16 febbraio 2009.

L’Autorità
NELLA riunione della Commissione per i servizi e i prodotti del 21 gennaio 2009;
VISTO l’articolo 1, comma 6, lettera b), n. 9, della legge 31 luglio 1997, n. 249, recante “Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo”;
VISTA la legge 22 febbraio 2000, n. 28, recante “Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica”, come modificata e integrata dalla legge 6 novembre 2003, n. 313;
VISTA la legge 6 novembre 2003, n. 313, recante “Disposizioni per l’attuazione del principio del pluralismo nella programmazione delle emittenti radiofoniche e televisive locali”;
VISTO il decreto del Ministro delle comunicazioni 8 aprile 2004, che emana il Codice di autoregolamentazione ai sensi della legge 6 novembre 2003, n. 313;
VISTO il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, recante “Testo unico della radiotelevisione” ed, in particolare, l’articolo 7, comma 1;
VISTA la legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, recante “Disposizioni concernenti l’elezione diretta dei presidenti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e Bolzano”;
VISTA la legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3 recante lo “Statuto speciale per la Sardegna”, e successive modificazioni;
VISTA la legge della Regione Autonoma della Sardegna 10 luglio 2008, n. 1, recante “Legge regionale statutaria”;
VISTA la legge 23 febbraio 1995, n. 43, recante “Nuove norme per la elezione dei consigli delle regioni a statuto ordinario” e successive modificazioni;
VISTA la legge della Regione Autonoma della Sardegna 6 marzo 1979, n. 7, recante “Norme per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna”, e successive modificazioni;
VISTA la legge 20 luglio 2004, n. 215, recante “Norme in materia di risoluzione dei conflitti di interessi”, come modificata dalla legge 5 novembre 2004, n. 261;
VISTA la delibera n. 22/06/CSP del 1 febbraio 2006, recante “Disposizioni applicative delle norme e dei principi vigenti in materia di comunicazione politica e parità di accesso ai mezzi di informazione nei periodi non elettorali”;
VISTO il decreto del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna n. 144 del 26 dicembre 2008 con il quale sono state indette per i giorni 15 e 16 febbraio 2009 le elezioni del XIV Consiglio regionale della Sardegna e del Presidente della Regione;
VISTA la propria delibera n. 34/08/CSP del 29 febbraio 2008, recante “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni del Presidente e dell’Assemblea della Regione Sicilia, per le elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e per le elezioni comunali e provinciale indette per i giorni 13 e 14 aprile 2008, nonché per le elezioni del Consiglio e del Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta, indette per il giorno 25 maggio 2008”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 59 del 10 marzo 2008;
VISTO lo schema di provvedimento recante “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alla campagna per le elezioni del XIV Consiglio Regionale della Sardegna e del Presidente della Regione, indette per i giorni 15 e 16 febbraio 2009”, deliberato dalla Commissione per i servizi e prodotti nella riunione del 12 gennaio 2009 e trasmesso in pari data alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, ai fini delle consultazioni previste dall’articolo 2, comma 5, della legge 22 febbraio 2000, n. 28;
RITENUTA l’indifferibilità ed urgenza dell’adozione delle suddette disposizioni;
UDITA la relazione dei Commissari Giancarlo Innocenzi Botti e Michele Lauria, relatori ai sensi dell’articolo 29 del regolamento concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorità;
Delibera
Articolo unico
1. Al fine di garantire imparzialità e parità di trattamento a tutti i soggetti politici impegnati nella competizione elettorale, si applicano alla campagna per le elezioni del XIV Consiglio Regionale della Sardegna e del Presidente della Regione fissate per i giorni 15 e 16 febbraio 2009, in quanto compatibili, le disposizioni di attuazione della legge 22 febbraio 2000, n. 28, come modificata dalla legge 6 novembre 2003, n. 313, in materia di disciplina dell’accesso ai mezzi di informazione, di cui alla delibera n. 34/08/CSP del 29 febbraio 2008, recante “Disposizioni di attuazione della disciplina in materia di comunicazione politica e di parità di accesso ai mezzi di informazione relative alle campagne per le elezioni del Presidente e dell’Assemblea della Regione Sicilia, per le elezioni del Consiglio e del Presidente della Giunta della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e per le elezioni comunali e provinciali indette per i giorni 13 e1 4 aprile 2008, nonché per le elezioni del Consiglio e del Presidente della Regione Autonoma Valle d’Aosta indette per il giorno 25 maggio 2008”.
2. I termini di cui all’articolo 5, commi 1 e 2 e all’articolo 11, commi 1 e 2, della delibera n. 34/08/CSP del 29 febbraio 2008 decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione del presente provvedimento nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
3. Le disposizioni del presente provvedimento hanno efficacia sino a tutto il 16 febbraio 2009.
Il presente provvedimento è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, nel Bollettino ufficiale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ed è reso disponibile nel sito web della stessa Autorità: www.agcom.it.

Roma, 21 gennaio 2009


IL PRESIDENTE
Corrado Calabrò

IL COMMISSARIO RELATORE
Giancarlo Innocenzi Botti

IL COMMISSARIO RELATORE
Michele Lauria

Per attestazione di conformità a quanto deliberatop.IL SEGRETARIO GENERALE

Antonio Amendola

Elezioni in Sardegna: le false promesse del ticket Berlusconi-Cappellacci e la triste realtà italiana

Il ticket Berlusconi-Cappellacci ha promesso di creare in Sardegna nuovi 100.000 posti di lavoro nei prossimi cinque anni. Non entro nel merito della promessa poiché gia altri prima di me l’hanno fatto. Vale però la pena di capire cosa sta succedendo in Italia. Il 18 dicembre 2008 l’Istat (Istituto nazionale di statistica) ha pubblicato la rilevazione sulle forze di lavoro relativa al territorio nazionale e riferita al terzo trimestre 2008 (dal 30 giugno al 28 settembre). Governo Berlusconi in carica.
Il numero di occupati è risultato pari a 23.518.000 unità, manifestando un aumento su base annua in deciso rallentamento rispetto al recente passato. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni è diminuito di un decimo di punto rispetto al terzo trimestre 2007, portandosi al 59,0%. Il tasso di disoccupazione è aumentato di mezzo punto percentuale rispetto ad un anno prima, posizionandosi al 6,1%.

Elezioni in Sardegna: Berlusconi teme il confronto TV con Soru

E' ufficiale: Berlusconi teme il confronto TV con Renato Soru e ordina al suo pupazzo con la bocca mobile di non andare a Ballarò. La notizia si apprende dal blog del presentatore RAI: "Sto facendo di tutto, ma la par condicio vuole che se uno non intende confrontarsi neanche l'altro può essere invitato. fate sentire la vostra pressione, chiedete il confronto, di qualsiasi idea politica siate. Sia per chi vota Cappellacci, sia per chi vota Soru, vederli confrontare civilmente sarebbe importante".

Elezioni in Sardegna: Berlusconi il vecchio viola la legge sui sondaggi

Berlusconi il vecchio viola la legge sui sondaggi. Ogni rilevazione, infatti, ai sensi della Legge 3 febbraio 2000, n. 28 (Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica) dovrebbe essere accompagnata da una serie di indicazioni che ne confermino l’attendibilità. L’articolo 8 della citata Legge recita che “I risultati dei sondaggi possono essere diffusi solo se accompagnati dalle seguenti indicazioni:
a) soggetto che ha realizzato il sondaggio;
b) committente e acquirente;
c) criteri seguiti per la formazione del campione;
d) metodo di raccolta delle informazioni e di elaborazione dei dati;
e) numero delle persone interpellate e universo di riferimento;
f) domande rivolte;
g) percentuale delle persone che hanno risposto a ciascuna domanda;
h) data in cui è stato realizzato il sondaggio.
Tali indicazioni hanno lo scopo di dare all’elettore un minimo di garanzie rispetto all’attendibilità della rilevazione ed evitare il pericolo che qualcuno si inventi di sana pianta un sondaggio: cioè esattamente ciò che sta cercando di fare il vecchio Berlusconi.
Il metodo del vecchio è quello di inventare dei numeri che gli danno sempre un vantaggio (anche quando perde) e ultimamente tende ad accreditarsi dai 10 ai 15 punti in più rispetto alla realtà. In Abruzzo diceva di essere aventi di 13-15 punti e poi ha vinto con uno scarto di 6.
Se in Sardegna dice di avere un vantaggio di 4 punti tradotto in Italiano significa che è sotto di 4-6 punti.
Meglio la Sardegna.