Tra il 1969 e il 1995 sono stati assassinati dalla criminalità organizzata 25 magistrati, colpevoli solo di servire lo Stato.
Agostino Pianta, ucciso da un detenuto
Pietro Scaglione, ucciso dalla mafia
Francesco Ferlaino, ucciso dalla ‘Ndrangheta
Francesco Coco, ucciso dalle Brigate Rosse
Vittorio Occorsio, ucciso da Ordine Nuovo
Riccardo Palma, ucciso dalle Brigate Rosse
Girolamo Tartaglione, ucciso dalle Brigate Rosse
Fedele Callosa, ucciso dalle Unità combattenti comuniste
Emilio Alessandrini, ucciso da Prima Linea
Cesare Terranova, ucciso dalla mafia
Nicola Giacumbi, ucciso dalla colonna “Pelli”
Girolamo Minervini, ucciso dalle Brigate Rosse
Guido Galli, ucciso da Prima Linea
Mario Amato, ucciso dai Nar
Gaetano Costa ucciso, dalla mafia
Gian Giacomo Ciaccio Montalto, ucciso dalla mafia
Bruno Caccia, ucciso dalla mafia
Rocco Chinnici, ucciso dalla mafia
Alberto Giacomelli, ucciso dalla mafia
Antonino Saetta, ucciso dalla mafia
Rosario Angelo Livatino, ucciso dalla mafia
Antonio Scopelliti ucciso, dalla ‘Ndrangheta e dalla mafia
Giovanni Falcone e Francesca morbillo, uccisi dalla mafia
Paolo Borsellino, ucciso dalla mafia
Luigi Daga, ucciso da terroristi islamici
Per approfondire:
http://www.comitato-antimafia-lt.org/?p=1495
Piccoli prepotenti crescono
...anche dentro il Partito Democratico. Non ho potuto votare alle primarie del PD, ma mi sono comunque recato al seggio per accompagnare Sonia: mentre lei faceva la fila per votare io leggevo l'Unità fuori dal circolo. In fila c'erano davvero tanti anziani carini: una signora che aveva passato i '70 faceva fatica a stare in piedi in coda, ma ha resistito e ha votato.
Ad un certo punto (saranno state le 10 del mattino) si è presentato al seggio il signor Andrea Bairati, Assessore regionale in Piemonte e si è chiesto (o a chiesto): "Ma devo fare la fila?". Nessuno a risposto, in pochi hanno protestato, e il Signor Bairati, alla faccia della vecchietta che aveva passato i '70, ha votato senza fare la fila ed è andato a "comprare i salatini" (che spero gli siano andati di traverso).
Ma se questi politici non sono nemmeno capaci di rispettare la fila alle primarie....
Ad un certo punto (saranno state le 10 del mattino) si è presentato al seggio il signor Andrea Bairati, Assessore regionale in Piemonte e si è chiesto (o a chiesto): "Ma devo fare la fila?". Nessuno a risposto, in pochi hanno protestato, e il Signor Bairati, alla faccia della vecchietta che aveva passato i '70, ha votato senza fare la fila ed è andato a "comprare i salatini" (che spero gli siano andati di traverso).
Ma se questi politici non sono nemmeno capaci di rispettare la fila alle primarie....
Uccidiamo berlusconi e gli altri
Sulle prime pagine dei quotidiani una delle notizie del giorno riguarda il gruppo di Facebook "Uccidiamo Berlusconi" e la crociata della destra (Maroni e Alfano davanti a tutti) contro certi gruppi spazzatura. Secondo Maroni, che parla di apologia di reato, è di un problema di cultura, una strada pericolosa, soprattutto se passa il concetto che uno può scrivere impunemente queste cose. Parole condivisibili: peccato che a pronunciarle sia un esponenete della Lega Nord, uno di quelli che dice immigrato criminale, uno che non si è nemmeno sognato di denunciare il figlio di Bossi (in questo caso si, più bello che intelligente) per il giochetto cretino contro gli immigrati. Diamogli un'altra possibilità. Tra i gruppi di Facebook ce n'è uno intitolato "sopprimiamo Franceschini!!!!" fondato da una tale Veronica Battaglia (sulla quale vi evito ogni commento): anche in questo caso c'è apologia di reato. Denunciate anche lei e suoi amici.
Ricordate Cappellacci e i 100.000 nuovi posti di lavoro?
Era il 10 gennaio, se non ricordo male, quando il signor Cappellacci (ora presidente della Regione (ex) Autonoma della Sardegna) prometteva la creazione di nuovi 100.000 posti di lavoro e sulla base di questa promessa chiedeva ai sardi il voto per lui e per la sua coalizione (quella di Berlusconi presidente, per intenderci). E' tempo dei primi bilanci e i dati non sono incoraggianti (nè per Cappellacci, nè per la Sardegna). Infatti, grazie alla "Rilevazione sulle forze di lavoro" dell'Istat (http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/20090922_00/) è possibile confrontare i dati del secondo trimestre del 2009 (con Cappellacci al comando della Regione) con quelli del secondo trimestre 2008 (quando il Presidente della Sardegna era ancora Renato Soru). Da questo confronto si nota subito che sono già andati persi 5.000 posti di lavoro. Certo, il tasso di disoccupazione (nonostante questi dati negativi) sembra diminuire, si è passati, infatti dall'11,3 all'11%, ma si tratta di un effetto ottico determinato dal fatto che la sfiducia nelle istituzioni è così elevata da aver spinto oltre 14.000 sardi a smettere di cercare lavoro in maniera attiva, e quindi a non essere più considerati disoccupati.
Carfagna vuole vietare burqa e niqab nelle scuole
La ministra per le Pari opportunità, Mara Carfagna, ha annunciato che intende sottoporre ai colleghi di governo la proposta di vietare di indossare burqa e niqab negli edifici scolastici. Il ministro si è dichiarato “assolutamente favorevole” a una legge che vieti tali vestiti.
Non sono chiari gli obiettivi di una tale legge. Mi chiedo se una tale divieto serva a garantire una maggiore sicurezza (posto che in Italia esista un problema sicurezza causato dalle donne mussulmane che indossano tali abiti) o, se come dice il ministro tali vestiti sono “simboli di sottomissione della donna e ostacolo a una vera politica di integrazione”. In tutti i casi mi chiedo se il divieto di indossare il burca sia realmente efficace nel migliorare la sicurezza o nel favorire l'integrazione. Io ho qualche dubbio.
Infine, ogni volta che si parla della Carfagna mi viene una domanda spontanea: ma è possibile che faccia il ministro di questa repubblica?
Non sono chiari gli obiettivi di una tale legge. Mi chiedo se una tale divieto serva a garantire una maggiore sicurezza (posto che in Italia esista un problema sicurezza causato dalle donne mussulmane che indossano tali abiti) o, se come dice il ministro tali vestiti sono “simboli di sottomissione della donna e ostacolo a una vera politica di integrazione”. In tutti i casi mi chiedo se il divieto di indossare il burca sia realmente efficace nel migliorare la sicurezza o nel favorire l'integrazione. Io ho qualche dubbio.
Infine, ogni volta che si parla della Carfagna mi viene una domanda spontanea: ma è possibile che faccia il ministro di questa repubblica?
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