Antonio Vigo (consigliere provinciale UDC) e Adriano Aversano (ex sindaco di Calasetta) sono accusati, insieme ad altri quattro imputati, di abuso d'ufficio per alcune opere di urbanizzazione.
Il tribunale di Cagliari nei giorni scorsi ha modificato e integrato il capo di imputazione, al termine del dibattimento incentrato sulla deposizione di un teste chiave. Secondo il magistrato gli imputati devono rispondere anche di violazione delle leggi urbanistiche e di ingiusti vantaggi patrimoniali a favore di persone a loro legate da rapporti di parentela. L'articolo è stato pubblicato giovedì 11 ottobre 2007 sul quotidiano l'Unione Sarda. [Segue l'articolo pubblicato sull'Unione Sarda]
Calasetta
Due sindaci a processo, nuove accuse
Colpo di scena nel processo contro il sindaco di Calasetta Remigio Scopelliti e il suo predecessore Adriano Aversano. Sono accusati assieme ad altri quattro imputati di abuso d’ufficio per alcune opere di urbanizzazione realizzate nella località Sabetta (Calasetta). Il Tribunale di Cagliari ha infatti modificato e integrato ieri il capo d’imputazione a carico di Scopelliti e Aversano, dell’ex assessore Giuseppe Leinardi, del capo Ufficio tecnico Paolo Pinna e dell’ex consigliere comunale Antonio Vigo.
L’istanza è stata avanzata dal pm Daniele Caria al termine del dibattimento incentrato interamente sulla deposizione di un teste chiave, un imprenditore edile che eseguì interventi di urbanizzazione nella lottizzazione contestata. Secondo il magistrato, tutti gli imputati (tranne l’ex segretaria Gabriella Pisci) devono rispondere anche di violazione delle leggi urbanistiche stabilite da una convenzione che prevedevano il rilascio delle concessioni prima del completamento delle opere di urbanizzazione. Tutti sono inoltre accusati in concorso di aver rimborsato somme non dovute per la realizzazione di scavi in area pubblica. Per i pm, poi, gli imputati (sempre tranne la Pisci) devono rispondere di «ingiusti vantaggi patrimoniali » a favore di tutta una serie di persone a loro legate da rapporti di parentela. L’integrazione delle accuse è giunta ieri dopo la lunga deposizione di un testimone circa le modalità di esecuzione e pagamento dei lavori. Il teste è stato contresaminato dal difensore di Paolo Pinna e di Gabriella Pisci, l’avvocato Gianfranco Trullu. È al termine dell’esame che l’ex sindaco ha chiesto, alla ripresa del dibattimento prevista in gennaio, di essere interrogato in contraddittorio con il testimone comparso ieri dinanzi ai giudici. (a. s.)
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