A partire dal mese di agosto del 2004 ai primi punti dell’agenda dell’Amministrazione regionale vi è la politica del paesaggio, conosciuta anche col nome di salva coste. Il programma è incentrato sul rinnovamento “delle regole di governo e gestione del territorio, con l’obiettivo di limitarne il consumo e valorizzare le specificità peculiari dell’ambiente e del paesaggio sardo”.
Il Piano paesaggistico regionale (PPR), che dovrà assicurare un’adeguata tutela e valorizzazione del paesaggio, soprattutto di quello costiero, costituirà il principale strumento per lo sviluppo sostenibile della pianificazione territoriale. Si tratta del primo PPR adottato in Italia ai sensi del D.lg. 42/2004, “Codice dei beni culturali e del paesaggio”.
Il deputato di forza italia Mauro Pili (non certo nell'interesse dei sardi e della Sardegna) sta, per la seconda volta (la prima, circa un anno fa è miseramente fallita), raccogliendo le firme per sottoporre a referendum popolare l'abbrogazione della Legge regionale 25 novembre 2004, n. 8. Ma cosa prevede la Legge 8, detta salva coste? Prima di esprimere un giudizio e, soprattutto, prima di firmare vale forse la pena SAPERNE DI PIù.
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