Legge statutaria: al voto per un si convinto

Perché un referendum sia valido (parlo della Sardegna, ovviamente) è necessario che si rechino alle urne almeno il 33,3% più uno degli aventi diritto. Ma cosa succede a una legge (la Statutaria) approvata dal Consiglio ma sottoposta a referendum prima della sua promulgazione (su richiesta di almeno un quinto dei componenti del Consiglio regionale) se alle urne si presentano meno del 33,3% più uno degli aventi diritto? Deve o non deve essere promulgata?
In attesa del parere del Consiglio dei Ministri e, chissà, della Corte costituzionale (il parere di Pubusa non ha alcun significato istituzionale), sia i comitati del SI (favorevoli alla promulgazione della Legge Statutaria approvata dal Consiglio regionale il 7 marzo 2007 a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi del Consiglio regionale) che i comitati per il NO (contrari alla nuova legge) sperano nella possibilità della doppia opzione (vittoria o astensionismo).
Ho incontrato il Presidente della Regione Renato Soru e ho chiesto a lui personalmente se avesse in mente due diverse strategie a seconda della “sentenza” relativa al quorum. La risposta del Presidente è assolutamente al di fuori degli schemi della prima e della seconda Repubblica: “Ragionare sul quorum, in casi come questo, fa parte della vecchia politica che male sia adatta a chi sta costruendo un partito nuovo. Io voglio che le persone si convincano della bontà della Legge che abbiamo votato (a maggioranza, anche se qualcuno se n’è dimenticato) e vada a votare SI”.

Consulta la "Legge statutaria della Regione autonoma della Sardegna"

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