Sacconi come Aribert Heim: Dottor tortura


E se arrivassero i carabinieri? E se alla «Quiete» di Udine si presentasse un medico scortato dalle forze dell’ordine? Quello che, secondo quanto previsto dal governo, potrebbe interrompere da un momento all’altro la procedura. Anzi, invertirla. Quelli hanno interrotto l’alimentazione? E noi la riprendiamo. Loro hanno sospeso l’idratazione? E noi la riattiviamo. Uno scenario raccapricciante che aggiunge dolore al dolore e dimostra, una volta di più, come la volontà di Eluana, difesa dal padre e certificata dalla Corte di Cassazione, non conti davvero nulla.

Se i medici del ministro Sacconi varcheranno la soglia della camera potrebbero fermare il protocollo aviato dai medici di Eluana in ogni momento, «con il protocollo adottato dai medici della famiglia Engalro non esiste irreversibilità: finché il cuore non cessa di battere è sempre possibile mettere in atto quella che si chiama “rianimazione metabolica”». Che, ovviamente, non significa il risveglio di Eluana (cosa impossibile) ma idratarla nuovamente.«Dal punto di vista medico possono sempre riportare Eluana nella condizione di adesso, tranne qualche possibile danno a carico dei reni e qualche problema a livello cerebrale, ma nella situazione di Eluana cambierebbe ben poco», spiega Riccio.

Il paradosso, dunque, è che i “medici del governo” potrebbero, da un momento all’altro, non solo interrompere la procedura iniziata dai colleghi di Udine, ma addirittura sottoporre il corpo di Eluana a una vera e propria rianimazione con l’obbiettivo, incomprensibile, di riprendere quell’accanimento terapeutico che lei stessa, come testimoniato dal padre, non avrebbe mai voluto subire. Un’invasione del suo corpo e della sua volontà, insomma. O forse, più semplicemente, una nuova forma di tortura nazista. Decisa per legge.
Aribert Heim, il medico che nel campo di concentramento di Mauthausen torturo' centinaia di persone, ha tovato un emulatore nel XXI secolo: il ministro Maurizio Sacconi.

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