Perchè "Il Giornale" e "Avvenire" non danno dell'assassino a Berlusconi?

Per il Vaticano e per il Governo Berlusconi Beppino Englaro è un assassino. L'hanno ripetuto ieri "Avvenire", il quotidiano della Santa Sede, e "Il Giornale" della famiglia Berlusconi. Si apre più o meno con queste parole, che nessun quotidiano italiano è riuscito a scrivere, uno dei tanti articoli che il quotidiano spagnolo "El paìs" ha dedicato al caso di Eluana Englaro. E' la carità cristiana che li spinge a chiamare assassino il papà di Eluana?
Invece per noi Beppino Englaro è il vero Cavaliere, l'esempio civico, il padre che qualunque figlio vorrebbe avere.

Ma è più assassino il papà di Eluana o il papà di un bimbo abortito al settimo mese di gravidanza, abortito solo perchè quel bambino non sarebbe nato sano?

Chiediamo una risposta al "Giornale" della famiglia di Silvio Berlusconi. Chiediamo una risposta al quotidiano "Avvenire". Chiediamo una risposta al Senatore PDL Maurizio Gasparri. Chiediamo una risposta al Senatore PDL Italo Bocchino. Chiediamo una risposta al Senatore PDL Gaetano Quagliariello. Chiediamo una risposta al Ministro PDL Maurizio Sacconi. Chiediamo una risposta al Vaticano. Chiediamo una risposta agli sciacalli di questi giorni, a Bruno Vespa, a Emilio Fede, a quelli che di fronte alla clinica "La Quiete" protestavano con le bottigliette di plastica in mano, ai vescovi, ai preti che hanno occupato le tv pubbliche e private, che hanno rilasciato alle agenzie di stampa le loro dichiarazioni, a quelli che hanno sporto le denunce contro i medici e i familiari di Eluana.

E' assassino il padre di un bimbo abortito al settimo mese di gravidanza solo perchè non sarebbe nato sano?

Perchè se così fosse le persone citate e le tante non citate dovrebbero, loro malgrado dare dell'assassino al Presidente del Consiglio. E' proprio lui quel padre.

E per salvare la vita di quella creatura non sarebbe stato nemmeno necessario un decreto legge, non sarebbe stato necessario riunire le camere per approvare una legge in fretta e furia, non sarebbe stato necessario annullare una sentenza passata in giudicato, non sarebbe stato necessario occupare per ore e ore le televisioni pubbliche e quelle di proprietà, non sarebbe stato necessario l'intervento del Vaticano. Sarebbe bastato molto meno: sarebbe stato sufficente rispettare la Legge italiana.

A confessarlo in un'intervista dell'8 aprile 2005 rilasciata al corriere della sera (leggi l'intervista dal sito del Corriere) e Veronica Lario, moglie di Silvio Berlusconi: "Al quinto mese di gravidanza ho saputo che il bambino che aspettavo era malformato e per i due mesi successivi ho cercato di capire, con l’aiuto dei medici, che cosa potevo fare, che cosa fosse più giusto fare. Al settimo mese di gravidanza sono dolorosamente arrivata alla conclusione di dover abortire."

Aspettiamo con pazienza di leggere di un padre assassino su "Il Giornale", su "Avvenire", sui titoli del prgramma (non me la sento di chiamarlo TG) di Emilio Fede...

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