Simona, 34 anni, sposata con un uomo che lavora nelle forze dell’ordine con cui ha una figlia. Viene picchiata e maltrattata, soprattutto quando il marito abusa di alcool. Decide di denunciarlo e separarsi da lui solo dopo essere stata minacciata con la pistola d’ordinanza, a seguito di un litigio. Nonostante la diffida, il marito continua a perseguitarla, costringendola così ad abbandonare la casa.
Sono 6,7 milioni le donne in Italia tra i 16 e 70 anni (il 31,9% delle donne in questa fascia d’età) che hanno subito forme di violenza fisica o sessuale nel corso della vita.
Solo il 6,2% degli stupri è opera di estranei, nel 67,9% dei casi l’autore è il partner, ex o attuale, e nel 17,4% dei casi un conoscente. Il 96% delle violenze non viene denunciato.
A Torino, nel cuore della città, trecento sagome viola e bianche raccontano la storia vera di donne morte per violenza domestica e danno voce alle vittime uscite dalla spirale della violenza grazie al
sostegno dei servizi attivi sul territorio e a un dramma su cui grava una pesante cortina di silenzio.
I dati
In Italia sono stimate in 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita (il 31,9% della classe di età considerata). 5 milioni di donne hanno subito violenze sessuali (23,7%), 3 milioni 961 mila violenze fisiche (18,8%). Circa 1 milione di
donne ha subito stupri o tentati stupri (4,8%). Il 14,3% delle donne con un rapporto di coppia attuale o precedente ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal partner, se si considerano solo le donne con un ex partner la percentuale arriva al 17,3%. Il 24,7% delle donne ha subito violenze da un altro uomo. Mentre la violenza fisica è più di frequente opera dei partner (12% contro 9,8%), l’inverso accade per la violenza sessuale (6,1% contro 20,4%) soprattutto per il peso delle molestie sessuali. La differenza, infatti, è quasi nulla per gli stupri e i tentati stupri.
Nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate. Il sommerso è elevatissimo e raggiunge circa il 96% delle violenze da un non partner e il 93% di quelle da partner. Anche nel caso degli stupri la quasi totalità non è denunciata (91,6%). È consistente la quota di donne che non parla con nessuno delle violenze subite (33,9% per quelle subite dal partner e 24% per quelle da non partner).
I partner responsabili della maggioranza degli stupri. I partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate. I partner sono responsabili in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente. Solo il 6,2% è stato opera di estranei. Gli sconosciuti commettono soprattutto molestie fisiche sessuali, seguiti da conoscenti, colleghi ed amici. Gli sconosciuti commettono stupri solo nello 0,9% dei casi e tentati stupri nel 3,6% contro, rispettivamente l’11,4% e il 9,1% dei partner.
1 milione 400 mila donne hanno subito violenza sessuale prima dei 16 anni, il 6,6% delle donne tra i 16 e i 70 anni. Gli autori delle violenze sono vari e in maggioranza conosciuti. Solo nel 24,8% la violenza è stata ad opera di uno sconosciuto. Un quarto delle donne ha segnalato un conoscente (24,7%), un altro quarto un parente (23,8%), il 9,7% un amico di famiglia, il 5,3% un amico della donna. Tra i parenti gli autori più frequenti sono stati gli zii. Il silenzio è stato la risposta maggioritaria. Il 53% delle donne ha dichiarato di non aver parlato con nessuno dell’accaduto.
690 mila donne hanno subito violenze ripetute da partner e avevano figli al momento della violenza. Il 62,4% ha dichiarato che i figli hanno assistito ad uno o più episodi di violenza. Nel 19,6% dei casi i figli vi hanno assistito raramente, nel 20,2% a volte, nel 22,6% spesso.
(Istat: "La violenza e i maltrattamenti contro le donne dentro e fuori la famiglia")
Le donne subiscono più forme di violenza.
Un terzo delle vittime subisce atti di violenza sia fisica che sessuale. La maggioranza delle vittime ha subito più episodi di violenza. La violenza ripetuta avviene più frequentemente da parte del partner che dal non partner (67,1% contro 52,9%). Tra tutte le forme di violenze sessuali, le più diffuse sono le molestie fisiche, ovvero l’essere stata toccata sessualmente contro la propria volontà (79,5%), l’aver avuto rapporti sessuali non desiderati vissuti come violenza (19,0%), il tentato stupro (14,0%), lo stupro (9,6%) e i rapporti sessuali degradanti ed umilianti (6,1%).
Violenza fisica: ogni forma di intimidazione o azione in cui venga esercitata una violenza fisica su un’altra persona (uccidere, picchiare, privare di cure mediche, spintonare, rompere oggetti come forma di intimidazione, sputare contro, privare del sonno, impedire di uscire,…).
Violenza psicologica: ogni forma di abuso e mancanza di rispetto che lede l’identità; accompagna quasi sempre la violenza fisica e in molti casi la precede (si manifesta con molteplici tipologie e modalità come: offesa alla dignità della persona, induzione di una paura cronica tramite la continua minaccia, indurre senso di privazione, ecc).
Violenza sessuale: ogni imposizione di pratiche sessuali non desiderate (coercizione alla sessualità, umiliazione durante un rapporto sessuale, obbligo a ripetere delle scene pornografiche, l’essere prestata ad un amico per un rapporto sessuale, ecc.).
Violenza economica: ogni forma di privazione e controllo che limiti l’accesso all’indipendenza economica di una persona (tenerla in una di privazione economica continua, impedirle di lavorare, sminuire il suo lavoro, ecc.).
(Fonte: Progetto Arianna e Ministero per i diritti e le Pari Opportunità)
La manifestazione "Voci nel silenzio"
Con l’iniziativa "Voci nel silenzio" la Regione Piemonte mette in piazza il problema della violenza domestica installando in Piazza San Carlo 300 sagome che riportano le testimonianze di donne vittime di violenza raccolte grazie all’aiuto delle forze dell’ordine, dei servizi sociali e sanitari e delle associazioni.
La manifestazione è un’importante occasione per fare emergere la parte sommersa del fenomeno, per contribuire alla prevenzione dei comportamenti violenti e per mostrare quelli che sono gli strumenti concreti di lotta alla violenza.
Dopo i due giorni sotto la mole, l’evento si ripeterà nelle principali piazze dei capoluoghi di Provincia per concludersi il 25 novembre in occasione della giornata mondiale per l’eliminazone della violenza sulle donne. Il prossimo appuntamento è a Vercelli il 13 marzo 2009.
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